Edizione 2020

NonPiuSoli

Insieme per costruire una rete di solidarietà intorno alle persone più fragili

Parma Facciamo Squadra, settima edizione, si colloca in un momento storico in cui l’isolamento sociale forzato ha fatto emergere in modo ancora più evidente il problema delle persone anziane sole, fragili, bisognose di qualche forma di assistenza.

Nel nostro territorio le persone con almeno 65 anni rappresentano il 22,8% della popolazione (Fonte: Istat) e la vulnerabilità di questa fascia d’età della popolazione rispetto al COVID-19, particolarmente aggressivo nei loro confronti insieme con le difficoltà per famiglie e assistenti familiari (le cosiddette “badanti”) a raggiungerli per prendersene cura hanno messo in evidenza la necessità di interventi mirati a supporto. Per chi non ha potuto contare né su una badante né sulla famiglia, sono state fondamentali le iniziative basate sull’impegno del volontariato con servizi cosiddetti di “telecompagnia e ascolto”, segretariato sociale, consegna della spesa e dei medicinali e in alcuni casi trasporto per persone che necessitano di cure salvavita. (Fonte: SecondoWelfare).

Nel nostro territorio, la mobilitazione tempestiva e organizzata di numerose realtà del Terzo Settore e in particolare del mondo del volontariato, si è affiancata agli interventi di carattere sanitario di emergenza, rispondendo a bisogni spesso materiali ma ancora più spesso di supporto emotivo o di richiesta di informazioni.

E’ in questo scenario che organizzazioni come Croce Rossa, Emporio Solidale, Assistenza Pubblica, SEIRS, AIMA, AUSER, ANCESCAO, Intercral e tante altre hanno messo in campo le proprie competenze e i propri volontari. A queste si sono uniti giovani cittadini e cittadine, i veri protagonisti della mobilitazione civica, che hanno risposto numerosi e con una grande motivazione ad una chiamata all’azione NonPiuSoli promossa da CSV Emilia: complessivamente sono state oltre 750 le persone di età compresa tra i 16 e i 65 anni che si sono messe a disposizione anche grazie al Progetto “ParmaWELfare” (Comune di Parma, Azienda USL, Azienda Ospedaliero Universitaria, Consorzio di Solidarietà Sociale, CSV Emilia, CISL e UIL) e ai suoi Punti di Comunità presenti sul territorio.

A quasi 9 mesi dall’inizio della pandemia tutti ci siamo trovati nella necessità di ripensare approcci e definire nuovi modelli di intervento in questo nuovo scenario socio-economico in cui le problematiche preponderanti saranno anche di tipo sociale oltre che economico. Si prefigura infatti un contesto nel quale la solitudine sarà un pericoloso elemento di disgregazione sociale e l’aumento della povertà porterà con sé difficoltà nella gestione domestica e finanziaria dei bilanci famigliari. (Fonte: Survey post Covid di CSVnet)

Al termine dell’emergenza della prima ondata di contagi e guardando ad un futuro incerto, tante le domande che ci assillavano.

Come fare tesoro di quella “onda emotiva” di migliaia di cittadini che hanno mostrato la disponibilità a fare volontariato durante la pandemia? Come tenerla viva?

Come manutenere e gestire quell’enorme numero di persone che hanno risposto alla chiamata del volontariato di emergenza?

Cosa fare per non disperdere questa grande risorsa e metterla a frutto a supporto del volontariato organizzato e della nostra comunità in modo continuativo e coordinato?

La sfida che ci poniamo è quella di organizzare, potenziare e mettere a sistema una rete di volontari e volontarie a Km0 attivi sui servizi di prossimità/al domicilio a favore di persone in condizioni di fragilità attivati attraverso gli ETS del territorio, la rete territoriale dei 10 punti di Comunità già presenti sul territorio comunale e di Sorbolo/Mezzani e di nuovi Punti di Comunità in corso di attivazione nei principali distretti della provincia, affinchè nessuno possa sentirsi solo.

Il “Volontario a Km0” è una persona che è domiciliata a non più di 500 mt dal beneficiario e che, dopo un percorso di formazione e di accompagnamento, assume il ruolo di ponte tra i bisogni della persona fragile e il servizio pubblico di riferimento attraverso un intervento di domiciliarità leggera con tre obiettivi principali e con attività concertate insieme ai servizi istituzionali:

consentire ai cittadini in difficoltà, senza una rete di supporto e ai soggetti in tutto o in parte non autosufficienti di rimanere il più possibile nel proprio ambiente di vita e di contrastare il ricorso all’istituzionalizzazione e all’ospedalizzazione;

sostenere e accompagnare persone in dimissione ospedaliera favorendo il rientro al domicilio e contribuendo alla riduzione del periodo di degenza e i famigliari che accolgono persone malate al domicilio.

supportare i familiari che accolgono malati in casa, in particolare i soggetti seguiti dal servizio di ospedalizzazione a domicilio; il supporto continuerà anche durante l’eventuale ospedalizzazione dell’utente beneficiario.

Le associazioni di NonPiuSoli

Unite per costruire una rete di solidarietà intorno alle persone più fragili

Insieme le associaizoni AISLA, AIMA, ANSPI San Pancrazio, Comunità di Sant’Egidio, INTERCRAL, Assistenza Pubblica Parma, AUSER, ANCESCAO, Croce Rossa Parma, Emporio Solidale Parma, ANFFAS, Verso il Sereno, Comunità Solidale, Intesa San Martino APS – Progetto Consultami Centro Sociale Autogestito Sorbolo e Punto di Comunità Sorbolo-Mezzani, Croce Rossa Fontanellato, Gruppo sostegno Alzhaimer Fidenza, Croce Rossa Fidenza, Rete dei Punti di Comunità hanno scelto formalmente di essere parte del progetto NonPiuSoli.

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Insieme per aiutare le persone fragili